Zaino in spalla e taccuino alla mano. È così che ha preso forma il viaggio di istruzione che, dal 27 ottobre al 1° novembre, ha coinvolto una ventina tra studenti e accompagnatori dell’Università di Roma Tor Vergata lungo il Cammino Minerario di Santa Barbara, per studiare il turismo direttamente sul campo, coordinati dal docente Simone Bozzato.
Un itinerario strutturato e pensato come proposta didattica esperienziale per i ragazzi dei corsi di laurea in Scienze del Turismo e Turismo Enogastronomico, che ha trasformato il Sud-Ovest della Sardegna in un’aula a cielo aperto. Sei giorni di cammino per osservare, analizzare e comprendere il territorio attraverso le sue stratificazioni storiche, culturali e produttive.
Il percorso ha attraversato Nuxis, Giba, Santadi, Pani Loriga, Is Zuddas, Carbonia, Nuraxi Figus e Portoscuso, seguendo le tracce della storia mineraria che ha segnato profondamente quest’area dell’Isola. Un passato industriale che si intreccia con testimonianze molto più antiche, dai siti preistorici e nuragici fino ai segni dell’archeologia industriale, come la Grande Miniera di Serbariu, tappa centrale del viaggio e simbolo della memoria collettiva del territorio.
Accanto alla dimensione storica, il cammino ha permesso di esplorare la forte vocazione agricola, enologica e marinara del territorio. Gli studenti hanno partecipato a laboratori enogastronomici e incontri con produttori locali, entrando in contatto diretto con filiere corte, produzioni a km zero e saperi legati alla tradizione: il cibo è diventato così strumento di lettura del paesaggio, espressione culturale e risorsa economica.
Camminare ha significato rallentare e osservare il territorio con attenzione, mettendo in evidenza come il turismo lento e sostenibile possa rappresentare una concreta opportunità di sviluppo, capace di valorizzare i luoghi senza snaturarne l’identità.
A Roma, nella sala cinema dell’Università di Tor Vergata, è stata poi presentata, a dicembre, la restituzione del viaggio di istruzione, pensata come momento di confronto e racconto dell’esperienza. Durante l’incontro è stato proiettato anche un video realizzato dai partecipanti, dedicato al cammino, ai luoghi visitati e alle riflessioni emerse lungo il percorso.
«Queste iniziative – ha commentato Mauro Usai, presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara – rappresentano esattamente lo spirito con cui è nato il Cammino Minerario di Santa Barbara: non solo un itinerario da percorrere, ma una vera e propria infrastruttura culturale, fatta di conoscenza e relazioni. Vedere giovani studenti confrontarsi con i nostri territori, la loro storia e le loro comunità dimostra quanto il turismo lento possa diventare uno strumento educativo potente e inclusivo. Spero che esperienze simili si moltiplichino, per favorire sempre nuove forme di apprendimento, di dialogo e di rispetto per i luoghi e le culture che attraversiamo».